Sì, per convivere sul palco serenamente (spero per lui........) con Anderson per una quarantina d'anni deve essere davvero equilibrato.
Tra i chitarristi di quell'epoca, e non solo, ho sempre adorato il suo eccezionale senso della misura. Non c'è, a parer mio, un assolo, un passaggino, una nota di Martin Barre che suoni eccessiva, fuori luogo, autocelebrativa. E' come quei centrocampisti alla Bertini, Oriali o simili che giocavamo sempre e comunque per la squadra. Gran bella cosa.
Molti lo sottovalutano per questo che io ritengo essere , invece, un gran pregio.
L'unico appunto che gli si potrebbe fare è il suono che aveva a inizio carriera ma mi sa che non era colpa sua.
Leggerò comunque l'intervista gentilmente segnalata a inizio topic di cui, sorry, mi sono accorto solo ora.
Incominciando col gustare un po’ di libertà, si finisce per volerla tutta. ( aforismi di Errico Malatesta )